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Turismo sviluppo e reti d’impresa

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IL TURISMO, LO SVILUPPO E LE RETI DI IMPRESA: UNA NUOVA PROSPETTIVA RACCONTATA PER LA PRIMA VOLTA A VERTEGLIA MATER

ALTROPIANO

Montella – Avellino

Al via Verteglia Mater 2018, il progetto pilota del GAL Irpinia Sannio

Si è da poco concluso il primo incontro su Turismo, Sviluppo e Reti d’Impresa, ai saluti istituzionali il Presidente del Gal Rino Rizieri Buonopane e ha moderato l’incontro il giornalista Marco Staglianò, il direttore di Orticalab.

Il lavoro da implementare nella promozione del turismo in Irpinia va fondato su una maggiore sinergia dei diversi attori presenti sul territorio, un territorio che invece negli anni ha da sempre registrato luci ed ombre sulla cooperazione tra i diversi stakeholders legati all’universo del turismo.

Come ha affermato Staglianò durante il convegno basta guardare le cifre registrate dal comparto turistico in Campania, in generale il turismo campano quest’anno ha registrato un +6% rispetto agli anni passati, mentre in Irpinia il trend di crescita è negativo. Questo vuol dire che, a parte qualche eccezione, il turismo in Irpinia va completamente ricostruito, con infrastrutture adeguate e seguendo quelli che sono i suggerimenti dell’Ente Nazionale per il Turismo: aumentare i flussi turistici sulla base di una vera e propria ricostruzione del target di riferimento, smettendo di cercare di intercettare il turismo proveniente dalle zone costiere, ma realizzando delle strategie in grado di raggiungere un pubblico interessato realmente alle risorse turistiche delle aree interne, 365 giorni l’anno. Seguire consapevolmente questi percorsi, delineati sulla base di politiche di local marketing, legati a doppio filo con le politiche nazionali ed europee è una sfida che l’Irpinia può cogliere e vincere.

Sono di questa opinione Lucia Cavaliere, esperta di marketing territoriale, e Carola D’Agostino esperta in progetti di sviluppo e opportunità di finanziamento per il turismo. Quattro sono i punti cardine da cui ripartire per il rilancio del marketing territoriale: scegliere con attenzione i prodotti turistici e metterli a valore, imparare a comunicare i prodotti turistici presenti sul nostro territorio e i suoi valori specifici, attuare delle nuove strategie sinergiche – anche sulla base di una collaborazione più stretta tra i diversi stakeholders presenti nella stessa filiera produttiva legata al settore turistico – , professionalizzare ancora di più gli operatori attivi nel settore turistico.

I prodotti turistici danno forza al territorio perché potenziano e alimentano quella che è una specificità territoriale, ovvero la particolare relazione che si viene ad istaurare tra un prodotto territoriale e un luogo con una storia, una cultura, un immaginario non riproducibile in alcun modo da nessuna altra parte. Quindi, individuare i prodotti turistici da cui partire è la chiave di partenza della Destinazione Territoriale Organizzata (in inglese  DMO, ovvero DESTINATION MANAGEMENT ORGANIZATION): un percorso di crescita turistica di tipo strategico. Sul DMO è intervenuta la D’Agostino, raccontando come in maniera sinergica le reti di impresa possono essere un volano per lo sviluppo territoriale irpino: grazie alla creazione di una sinergia strategica, magari realizzata in filiera, che mette insieme diverse aziende nella persecuzione di un obiettivo comune di vendita di uno o più prodotti turistici, concordati in base alle esigenze dei clienti e dei fruitori.

La rete di impresa interviene nel local marketing per poter aiutare la singola azienda a superare i propri limiti, raggiungendo degli obiettivi che da sola non sarebbe stata in grado di raggiungere per limiti strutturali o di budget, ad esempio. Il discorso delle reti di impresa che lavorano in sinergia, come fossero un’impresa unica e con un solo obiettivo (lo sviluppo territoriale turistico), da solo non basta, ma si deve saldare sulla base di obiettivi espressi dai soggetti istituzionali, che possono avere una maggiore visione di insieme dello sviluppo locale e che possono stabilire – di concerto con tutti gli attori coinvolti – delle nuove linee guide di cooperazione allo sviluppo dei territori. Non è un caso che i bandi europei siano tutti delineati sulla base di elargizioni di incentivi economici che sollecitano le aggregazioni tra gli operatori, un’evoluzione legislativa che è letteralmente cambiata in base alle nuove esigenze dei soggetti beneficiari. L’Irpinia, secondo la D’Agostino dovrebbe lavorare sulla costruzione di club di prodotti, ovvero gruppi di prodotti turistici che vengono commercializzati in una nicchia definita di mercato.

Sinora abbiamo parlato di una ricostruzione di nuovi obiettivi strategici, ma questo ad un settore turistico dal potenziale enorme che deve essere ricostruito non basta. Ed è qui che sono intervenute Chiara Marciani, Assessore alla Formazione, Politiche giovanili e Pari Opportunità, e Rosetta D’Amelio, Presidente del Consiglio Regionale della Campania. Servono figure professionali in grado di implementare e realizzare gli obiettivi strategici di cui sinora abbiamo trattato. E questo deve essere uno obiettivo che le attuali istituzioni stanno perseguendo, cercando di saldare insieme sempre con più forza formazione ed esigenze aziendali.

In particolare Rosetta D’Amelio, a cui quest’anno è stato affidato il delicato impegno di presiedere la Presidenza dei Consigli Regionali di Italia, ha proposto di lanciare qui a Verteglia Mater un progetto di valorizzazione territoriale che ha preso vita dal Protocollo di intesa tra diverse regioni meridionali d’Italia che vuole puntare alla valorizzazione  delle vie della transumanza e dei tratturi, un lavoro che vedrà impegnato il Gal in prima persona. Il protocollo d’intesa non è limitato all’Italia, ma vuole coinvolgere anche altri attori presenti su tutto il territorio europeo.

Il percorso per rendere l’Irpinia un territorio in cui il turismo sia una risorsa pienamente messa a regime – in un’ottica di sostenibilità e crescita costante nel tempo – sembra essere un percorso lungo e periglioso. Tuttavia, sappiamo che i primi semi sono stati piantati, anche grazie a Verteglia Mater.